{"id":1775,"date":"2018-06-18T13:44:28","date_gmt":"2018-06-18T11:44:28","guid":{"rendered":"https:\/\/shivaflow.wordpress.com\/?p=1775"},"modified":"2018-06-18T13:44:28","modified_gmt":"2018-06-18T11:44:28","slug":"dhyana-e-darshan","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.shivaflow.it\/nuovosito\/2018\/06\/18\/dhyana-e-darshan\/","title":{"rendered":"Dhyana e Darshan"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-1776 aligncenter\" src=\"https:\/\/shivaflow.files.wordpress.com\/2018\/06\/meditazione-terzo-occhio.png\" alt=\"meditazione-terzo-occhio\" width=\"516\" height=\"232\" srcset=\"http:\/\/www.shivaflow.it\/nuovosito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/meditazione-terzo-occhio.png 516w, http:\/\/www.shivaflow.it\/nuovosito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/meditazione-terzo-occhio-300x135.png 300w, http:\/\/www.shivaflow.it\/nuovosito\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/meditazione-terzo-occhio-480x216.png 480w\" sizes=\"(max-width: 516px) 100vw, 516px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La parola darshan in sanscrito significa &#8220;vedere, guardare, osservare, contemplare&#8221;. Gli Induisti &#8220;fanno darshan&#8221; quando vanno al tempio e contemplare la divinit\u00e0. Ma attraverso l&#8217;osservazione e la contemplazione siamo in grado di farci poi un&#8217;idea e creare un punto di vista.<\/p>\n<p>Dhyana significa focalizzare l&#8217;attenzione, concentrarsi, focalizzarsi. Fu la figura di Buddha a rendere il dhyana veramente importante. Buddha afferm\u00f2 che ritirarsi in un eremo e mortificare il proprio corpo non avrebbe portato di per s\u00e9 conoscenza, a meno che non ci si mediti e lavori su. L&#8217;atto di chiudere gli occhi \u00e8 associato al concetto di dhyana, il suo opposto \u00e8 darshan, aprire il gli occhi.<\/p>\n<p>Entrambi sono importanti. Il darshan permette di vedere la verit\u00e0 degli altri, il dhyana ci permette di digerire questa verit\u00e0 nella nostra mente. Il primo \u00e8 legato alla fase dell&#8217;acquisizione delle informazioni, il secondo della loro rielaborazione. Alcune persone si fissano su un&#8217;idea e non vogliono ascoltarne altre. Queste non sono in grado di fare n\u00e9 darshan n\u00e9 dhyana e diventano violente, convinte che la ragione sia solo dalla loro parte. Il dhyana da solo non permette di vedere altre verit\u00e0, perch\u00e9 al nostro interno non possiamo trovare tutte le risposte; molte di queste si trovano all&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Un tempo un devoto di Krishna voleva fare darshan presso un tempio. Il sacerdote non lo riteneva, per\u00f2, all&#8217;altezza, cos\u00ec lo cacci\u00f2 in malo modo. Il devoto allora piant\u00f2 una tenda davanti al tempio e cominci\u00f2 a cantare e fare riti in onore di Krishna. Un altro sacerdote usc\u00ec e lo cacci\u00f2 con violenza, facendogli sbaraccare la tenda. Durante la notte ci fu un violento terremoto; la mattina successiva si scopr\u00ec che aveva fatto crollare una parete del tempio, proprio dove si trovava la statua di Krishna, che ora era esposta e visibile a tutti.<\/p>\n<p>Proviamo a a fare dhyana e a meditare su come ci esponiamo e ci mostriamo agli altri. Come trattiamo le persone intorno a noi e come interagiamo? E ancora, com&#8217;\u00e8 il nostra darshan, il nostro sguardo sugli altri? Costruiamo muri intorno a noi per evitare di mostrarci? Mostriamo solo un aspetto della nostra personalit\u00e0?<\/p>\n<p>Il darshan ci d\u00e0 gli elementi su cui riflettere; il dhyana il mezzo per trovare un significato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La parola darshan in sanscrito significa &#8220;vedere, guardare, osservare, contemplare&#8221;. Gli Induisti &#8220;fanno darshan&#8221; quando vanno al tempio e contemplare la divinit\u00e0. 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