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Nella Trimurti il ruolo di Vishnu è quello di preservare e proteggere. Quando tutto va bene, bene e male sono in equilibrio, ma quando le cose si mettono male Vishnu sceglie una forma e scende sulla terra per garantire giustizia. A volte appare nella sua forma, un dio blu con 4 braccia, altre volte sotto forma di Matsya, Kurma, Varaha, Narasimha, Vamana, Parashurama, Rama, Krishna, Buddha o Kalki, tali sono le sue incarnazioni o avatar.

Spesso Vishnu è rappresentato dormiente tra le spire di un gigantesco serpente galleggiante sull’oceano cosmico. In tale rappresentazione Vishnu simboleggia la coscienza umana pienamente realizzata. Il serpente è Adi, lo stato mentale di dormiveglia, tra Sesha o zero e Ananta o infinito. 

Trovo illuminante e interessante l’interpretazione che viene data alle reincarnazioni di Vishnu, che suggeriscono un processo evolutivo nello sviluppo umano. Il pesce (Matsya) esce dai mari dell’antico Paleozoico, seguito dalla tartaruga (Kurma) e dal verro (Varaha) dell’era Mesozoica. Segue poi l’uomo-leone (Narasimbha) e il nano (Vamana) nel periodo dei cavernicoli e dei boscimani. Parashurama rappresenta lo stadio in cui l’uomo era nomade e cacciatore, mentre Rama e Krishna rappresentano la civiltà al suo apice. Kalki non si è ancora manifestato e, nel caso lo facesse, sarebbero cavoli… per quanto riguarda Buddha… ne parleremo in un altro post.

Bibliografia: I 7 segreti di Vishnu, D. Pattanaik – I Purana, R. K. Pruthi.