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Lakshmi è la dea della ricchezza e dell’abbondanza. Nei Purana si dice che sia figlia degli asura, ossia dei demoni. In realtà solo in tempi recenti alla parola asura è stata data una connotazione morale negativa. Originariamente deva e asura erano figli di Brahama. I primi vivevano in cielo, gli altri sotto terra. Ogni ricchezza risiede sotto terra, poiché è sotto la terra che germogliano i semi, si crea il metallo e si nasconde l’acqua. Per estrarre la ricchezza abbiamo bisogno del sole (Surya), del vento (Vayu), del fuoco (Agni) e della pioggia (Indra); nascono così le prime divinità, che intervengono per favorire l’uomo nei propri bisogni, mentre gli asura diventano demoni poiché resistono alle necessità umane. L’uomo ha dovuto creare complessi processi agricoli e di estrazione mineraria per procurarsi la ricchezza dalla terra. Lakshmi arriva solo quando si stacca dal proprio creatore, dalla terra e la creazione della ricchezza è un processo violento: le foreste vengono distrutte per fare posto ai campi da coltivare e  ai terreni da edificare.

La ricchezza che appartiene all’uomo, che è stata estratta dalla natura, è ben rappresentata dal vaso, invenzione umana che permette di possedere l’acqua e trasportarla ovunque. In natura l’acqua è a disposizione di tutti gli animali, ma l’acqua contenuta in un vaso appartiene al proprietario del vaso e a chi questi decida di offrirla. In questa ottica potremmo dire che Lakshmi è il vaso che contiene tutte le ricchezze acquisibili dall’uomo.