3462304138 silvia@shivaflow.it

Monsoon wedding – Un matrimonio indiano Parte 4  

E finalmente siamo arrivati al momento clou, la cerimonia vera e propria. Ramesh è sempre più agitato, la gente comincia ad arrivare, ma mi aspettavo più gente. Sicuramente c’era più gente la sera prima, in occasione delle foto, ma la mia sensazione è falsata dai nostri matrimoni. Qui è un continuo via-vai, un vociare incessante. Un po’ alla volta le persone si siedono, in lontananza si sentono suonatori, il suono è in avvicinamento ed ecco entrare il corteo dello sposo. Dietro di lui l’uomo dall’ombrello di velluto rosso lo tiene coperto (ma non piove). Il corteo passa alla sinistra dell’altare e Nishkal sale gli scalini. 

Ramesh ci vede in piedi, io ovviamente col telefono in mano per fare foto e video, e mi invita ad avvicinarmi. Guardo Max, lui mi guarda, lo so che vorrebbe che mi sedessi, ma mi avvicino all’altare, Max mi segue e in pochi secondi Ramesh ci ha già fatto salire. Io ormai non faccio più caso a nulla, faccio quello che mi dice Ramesh, lui sa il mio interesse per i riti e i simboli e cerca sempre di metterci nella condizione migliore per goderne. Max ormai mi segue senza protestare. Siamo all’apice del momento inopportuni. Siamo nel tempietto della cerimonia, insieme ai parenti stretti. L’agitazione è ormai alle stelle, Nishkal, dopo aver fatto alcuni giri intorno a una piccola piattaforma  dove si metteranno uno di fronte all’atro i due sposi, viene sistemato in modo da vedere l’ingresso del tempietto, ma davanti a lui viene sistemato un telo a mo’ di separé. Dalla stanza Bride’s esce la sposa, con un bellissimo abito giallo senape. È emozionantissima ed è accompagnata dalle zie. Anche lei viene fatta salire sul palco e mentre gira attorno allo sposo ha un momento di cedimento emotivo. Intorno è il deliro, il tempietto è affollatissimo, da giù gli sposi non si vedono neanche. Si sistema dall’altra parte del telo e il bramino rosso comincia la cerimonia. Non si sente nulla e io, che non sono proprio una pertica, non vedo praticamente niente, così mi giro verso lo schermo per cercare di capire cosa stiano facendo. Il bramino rosso gli fa ripetere delle formule in sanscrito, prima a lui, poi a lei. Le zie intervengono, una signora in sari blu accanto a me risponde al telefono e intavola una chiacchierata. È il deliro totale. Dalla sala entra ed esce gente, non si capisce più niente, ma nel momento culmine, quando Nishkal mostra alla folla la collana che dovrà legare attorno al collo di Varshini, si alza un urlo. Ramesh ha gli occhi che brillano, Suma piange, piango un po’ pure io quando Ramesh si gira e dice: quando Nishkal avrà fatto il nodo lei sarà sua moglie. Finish! Piange pure Max. Il nodo è un tripudio, tutti lanciano il riso sulla coppia, il tempietto è un delirio, la musica impazza. È finito? Sono sposati? Eeeehhh ma quanta fretta!

I due sposi si siedono su due sedie, una di fronte all’altro, tra di loro una tavolino con una ciotola gigantesca. Le loro mani sono unite e tengono una noce di cocco, sulle ginocchia un telo di plastica. La gente si mette in coda. È arrivato il momento della benedizione da parte di amici e parenti, che passano uno a uno a versare del latte sulla noce di cocco e versano del riso sulla testa dei due sposi. E come la sera precedente la coda si autoalimenta. Manik riesce a guadagnare un’ottima posizione e ci chiama per raggiungerlo. Gli facciamo notare che non possiamo passare avanti a tutti, ma lui urla: “Ehi man, this is India!”. Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno. Ci infiliamo e veniamo inglobati dalla coda che ci spinge direttamente alla meta. Fatta la benedizione andiamo mangiare. Quasi 3 ore dopo i due sposi vengono liberati dalla noce di cocco, ma se pensate che sia finito tutto siete solo dei poveri illusi. 

Alle mie spalle Manik sentenzia: “Ora arriva il momento più importante, senza il quale non puoi ritenerli sposati: i 7 passi e le 7 promesse”: Ma come?! Non era il nodo la parte più importante?! No, non solo.

Questa è una parte della cerimonia che mi è piaciuta particolarmente. Se poi non ci fosse stato il via vai sul palco sarebbe stata ancora più emozionante, ma ormai il controllo è stato persa già da un bel po’. La sala è ormai gremita, gente che urla, chiacchiera, si saluta, gli inossidabili musicisti (a proposito, quello vestito come me ormai tamburella le dita con aria distrutta, mentre ne è arrivato una altro a dargli manforte), le zie che non mollano un colpo, i fotografi che fanno ripetere ogni gesto un’infinità di volte. In tutto questo loro due ancora hanno la forza di sorridere, mentre vengono spupazzati a destra e a manca.

Viene acceso il fuoco nel braciere sul palco e inizia il rito. Molto bello, per me molto toccante, se riesci a isolarti dall’inferno che si è scatenato attorno a loro due. I due sposi devono ripetere un mantra e poi si prendono per il mignolo e fanno il giro attorno al fuoco. Quanto sono belli mentre girano mano nella mano. Se penso che sono al loro terzo giorno e che davanti hanno altri due giorni di delirio mi sento male per loro.

Il momento dei sette passi è il più bello. Lui in ginocchio aiuta lei fare un passo alla volta su un tappeto di petali di fiori rossi, gialli e bianchi. Ad ogni passo lui le mette: le cavigliere, due anelli sul secondo dito del piede, due sul terzo, poi lei mette una anello al piede di lui. Per ogni passo viene recitata una promessa, in sanscrito. Manik mi dice che stanno facendo la versione veloce del rito. Se il bramino è puntiglioso ti tiene anche un paio di ore, perché ti spiega approfonditamente ogni promessa. Una prova di resistenza. Devi proprio desiderare ardentemente di sposarti per sottoporti a un massacro del genere.

È arrivato il momento della consegna dei regali, quindi nuova coda! Non sto neanche a dirvi che Suma ci fa salire sul palco dalla parte in cui si scende così passiamo avanti per l’ennesima volta. Lei è la donna più felice dell’universo, stravolta (e ha ancora un giorno pieno di non so ancora cosa relativa al matrimonio, più una mezza giornata di impegno più blando, defaticante direi). Ramesh mi guarda con aria sorniona. “Silbia! How long you and Max together?”.

Gli spiego che siamo insieme da 23 anni, sposati da 17. Lo vedo che scartabella col telefono.

“Sooooo, in 2026 it will be 25 years together” e sorride. 

“Let’s do a ceremony in India! Iu bring a grup, we do a Indian tur and the seremony in my shala!” E fa partire il video della sua famosa festa dei 60 anni. Vedo sullo schermo le porte dell’ascensore della shala che si aprono e Ramesh e Suma salutare e mi vedo già lì con Max.

“Ok, but this time I want a proper outfit!”

Meru e Kailash

      Meru e Kailash sono montagne molto differenti tra di loro e spesso sono messe a confronto. Il monte Meru ha fiumi, ruscelli, molto verde, alberi, frutta e fiori; è colorata, ricca e fertile. Il monte Kailash è il suo opposto; è rocciosa,...

leggi tutto

Il Monte Meru

Quando si parla di storie dei Purana è importante saper distinguere tra verità scientifica o credenze. Quello che viene raccontato nei Purana sono concetti, idee, strumenti psicologici (yantra) utilizzati per spiegare alcuni fenomeni. Meru indica le fondamenta. La...

leggi tutto

Pensiero e potenziale

  Un giorno Hanuman chiese a Sita come mai pensasse sempre così tanto e si facesse così tante domande su tutto. Sita, stupita della domanda, gli chiese se per lui fosse un male pensare tanto. Secondo Hanuman i vanara (popolo delle scimmie) sostengono che i...

leggi tutto

La nascita

All'inizio non c'era l'essere e nemmeno il non essere, niente spazio né cielo, né giorno, né notte. Senza fiato respirava da sé L'Uno senza distinzione. Al suo fianco solo la sua ombra, una compagnia eterna. Quell'ombra aveva il nome di Vac, la Parola, e di lui era...

leggi tutto

La luce

In tutte le religioni del mondo la parola "luce" indica sia l'onnipotente sia la conoscenza. La luce è la sorgente di ogni vita e dunque è celebrata, spesso, come la scintilla divina e lo strumento per illuminare la conoscenza. Così come la luce rimuove il buio, la...

leggi tutto

La nascita dell’uomo

  Dalle acque dell'oceano il Brahman creò il Virat Purusha o forma universale, chiamato anche brahmanda o uovo del Brahman.  Usando l'acqua dell'oceano modellò la forma umana, il Virata. Questi si aprì come un uovo, formando una bocca. Dalla bocca emerse il...

leggi tutto

Vayu e Sri Lanka

  Vayu è una delle divinità più antiche della mitologia indiana, risalente all'epoca Vedica. In epoca Puranica le divinità legate ai fenomeni naturali furono "soppiantate" da quelle più strutturate e complesse della Trimurti (Brahma, Vishnu e Shiva), ma non...

leggi tutto

La Swastika

   Simbolicamente la Swastika rappresenta la divisione del mondo degli elementi in quattro. Gli elementi costituiscono il mondo, ma non lo sperimentano, poiché non possiedono organi per sentire o rispondere a quello che gli sta intorno. Le stelle, le rocce e...

leggi tutto

Il cervo d’oro

   Quando Ram si trovava nella foresta con il fratello Lakshmana e la moglie Sita, si trovò a lottare con i rakshasa, demoni della foresta. Il loro re, Ravana, decise di rapire Sita e portarla nel proprio regno, l'isola di Lanka. Per far questo aveva bisogno...

leggi tutto
Follow Us
Lezioni infrasettimanali (in presenza e online)

Lun: 19.00 – 20.00 Shiva Flow Elements

Mar: 10.45 – 12.00 Approfondimenti per insegnanti

Gio: 19.00 – 20.00 Flow guidato

Telefono e Whatsapp

+393462304138

Indirizzo

via Marsala 69, Sesto San Giovanni (MI)