3462304138 silvia@shivaflow.it

Varanasi 2024

Mentre scrivo faccio fatica a ricordare se siamo partiti questa mattina o ieri sera. Come al solito il viaggio in India comincia a scombussolarti e scompigliare le carte da subito.

Tra una cosa e l’altra son pur sempre 12 ore di viaggio, farcite di controlli, code, attese, controlli, ancora controlli, contrattempi e… controlli. Insomma, tela devi sudare l’India. E questa volta parecchio. Partiamo da Milano alle 22 (ovviamente in ritardo di 1 ora) in piumino e arriviamo a Varanasi in orario a mezzogiorno. Da 8 a 40 gradi è un attimo.

 

Il viaggio è letteralmente volta. Ero così stanca che ho dormito per tutto il tempo, facendo un pit stop solo per nutrirmi e guardare la luna piena dal finestrino. Quando mi sono svegliata mi sono ritrovata sola all’Himalaya. Uno spettacolo incredibile, montagne innevate a perdita d’occhio.

Poi un po’ alla volta il paesaggio comincia a cambiare e ci troviamo a volare sopra una specie di moquette a riquadri sui toni del beige e del marrone. Anche in questo caso a perdita d’occhio.

Arrivati a Varanasi ci dirigiamo verso l’uscita per raggiungere il pulmino che è venuto a prenderci. Le porte scorrevoli si aprono e veniamo travolti da un’ondata di vento bollente, che non riesco neanche a descrivere. Mi immagino che questo sia l’effetto che provi quando un drago ti sputa in faccia. Ho le narici in fiamme. Il viaggio in pulmino è molto confuso. C’è l’aria condizionata, per cui mi addormento di nuovo, ma sarà stato più o meno 1 ora di viaggio. Soliti clacson, solita baraonda, ma devo dire che in luglio ce n’era molta di più. Quando usciamo dalla strada principale e cominciamo a fare le viuzze che portano al Gange, cala il silenzio. Sembra di essere in un altro mondo. A un certo punto ci fermiamo e vediamo l’autista scendere com un bastone:alle valigie sul tetto del pulmino si sono impigliati i cavi della corrente, che penzolano da un palo. Bene, ma non benissimo. Dopo un po’ di acrobazie ripartiamo per fare, letteralmente, gli ultimi 20 metri ed eccoci arrivati. Arrivano i ragazzi dell’ashram che ci accolgono a braccia aperte. Ed è un po’ come tornare a casa. Ci siamo stati solo 3 giorni qui, l’anno scorso, a luglio, ma la sensazione è quella.

L’asetto dell’ashram è cambiato da luglio. La vegetazione è più secca, c’è meno verde, però il caldo non è umido, per cui si riesce a respirare. Aria bollente, ma si respira.

Giretto della struttura, che stanno ampliando e migliorando, merenda nel patio con frutta fresca e succo di mela golden (ma chi se la ricordava così buona?!) e riposino. Domani cominceremo conte gite, oggi vita casalinga. Mi sveglio alle 18.35 e corro giù per l’arti, la puja per Śiva. Non me la voglio perdere, ci sono i cani che ululano, i tamburi, le campane e la conchiglia. E i ragazzi che cantano. Che emozione. Ho aspettato quasi un anno per rivivere questo momento, finalmente è arrivato e me leo godo tutto quanto, nonostante, tra il caldo e il sonno, mi senta completamente rintronata.

La cena è qualcosa di paradisiaco. I pappadum e i roti più buoni di sempre. E poi nanna. Domani mattona alle 7 pronti per la pratica.

Ganga

Se guardiamo da vicino i capelli di Shiva, possiamo scorgere una piccola figura femminile con uno zampillo d'acqua che esce dalla sua bocca. E' la dea Ganga, che oggi chiamiamo fiume Gange. Molto tempo fa viveva un principe chiamato Bhagirata. Sagar, re di Ayodhya,...

leggi tutto

Indra e il Vajra

Indra, il re dei pianeti celesti, era diventato molto orgoglioso della propria immensa ricchezza e gloria. Un giorno, seduto sul suo trono, circondato dai più alti essere celesti, vide entrare nella sala Brihaspati, sacerdote e maestro spirituale dei Deva. Indra era...

leggi tutto

Sethu Bandha Sarvangasana

Durante il quattordicesimo anno di esilio di Rama, sua moglie Sita fu rapita da Ravana, che la portò sulla sua isola, Lanka. Hanuman aiutò Rama a cercarla e, una volta trovata, tornò da lui; insieme organizzarono un esercito di scimmie per andare a prenderla. Giunti...

leggi tutto

Conmukha mukha mudrā

  Questa mudrā viene utilizzata per bilanciare l'energia solare con quella lunare nel nostro corpo, così come il maschile e il femminile, lo yang e lo yin. Lavora, inoltre, sull'armonizzazione di prana e apana, i due processi che sottendono all'immissione di...

leggi tutto

La manifestazione dell’universo

Vac , la dea della parola, del discorso e del suono Nella Brihad aranyaka Upaniśad si parla della manifestazione dell'universo. " Il Brahman è infinito ed è infinita anche la manifestazione universale: ciò che è infinito ha origine dall'infinito. Anche traendo...

leggi tutto

Varaha, il cinghiale

  Varaha è un avatara o reincarnazione di Vishnu, apparso due volte per salvare Bhumi Devi, la Terra. La prima volta che si incarna è all’inizio della creazione, quando la dea giace nelle profondità dell’oceano Garbhodhaka (che riempie metà dell’universo); la...

leggi tutto

Kraunca, l’airone

Nel Ramayana, quando Rama torna dopo una caccia al cervo non trova più Sita, sua moglie. Un airone gli dice di sapere dove si trovi, ma si rifiuta di dirglielo. Arrabbiato Rama lo afferra per il collo e con forza lo piega. Questo è il motivo per cui l'airone ha il...

leggi tutto

Ahaya Hridaya Mudrā

Abhaya in sanscrito significa senza paura. Hridaya significa radice, essenza, ma anche cuore. Questo è il gesto del cuore senza paura. Lavora rinforzando gli elementi "leggeri" di aria e etere e fluidi e dinamici di aria e acqua, portando equilibrio e radicamento...

leggi tutto

Matangi, la dea della trasformazione

   Matangi mudrā è il gesto dedicato a una divinità femminile poco conosciuta, ma molto affascinante. Potremmo definirla come l’alter ego di Saraswatī, che viene definita come la protettrice delle arti e della parola. Si dice che Matangi sia la protettrice...

leggi tutto
Follow Us
Lezioni infrasettimanali (in presenza e online)

Lun: 19.00 – 20.00 Shiva Flow Elements

Mar: 10.45 – 12.00 Approfondimenti per insegnanti

Gio: 19.00 – 20.00 Flow guidato

Telefono e Whatsapp

+393462304138

Indirizzo

via Marsala 69, Sesto San Giovanni (MI)