Oggi in programma c’era la visita a Chamundi Hills Temple, il tempio dedicato alla dea Chamundi, la Dea protettrice di Mysore. Nel Sud dell’India è più diffusa la corrente Shankta, quella che adora, appunto la dea, in tutte le sue forme, e questa settimana è caduta anche la festa di Chamundi, con fuochi d’artificio e feste in giro per la città. Il governo ha stabilito che questo mese le donne non pagano i mezzi di trasporto. A Mysore ci sono 2 milioni di abitanti. Sommate tutti questi fattori e rispondete a questa domanda: quanta gente c’era questa mattina verso le 12.30, quando siamo arrivati davanti al tempio? Esatto, troppa.
Già il viaggio in tuk tuk è stato avventuroso. Mentre salivamo lungo la strada, piena di curve, con il motore che a tratti si lamentava, a tratti urlava, a tratti sembrava spegnersi, ci siamo trovati nel bel mezzo di uno scroscio d’acqua. Con vento. Contrariamente al solito il nostro tuk tuk è arrivato per primo, questa volta. Perché gli altri si erano fermati per mettere coperture o mettersi al riparo dalla furia di Indra. Noi siamo arrivati fradici. Sembrava di essere in barca. Temo che a Indra non piaccia come sono solita chiamarlo, il rosicone, dimostrando una volta di più di esserlo.
Arrivati in cima ci siamo resi conto che un pomeriggio di coda non sarebbe bastato per riuscire a entrare, così abbiamo deciso di scendere a piedi, affrontando i 1000 gradini. L’idea non era delle più allettanti, lo ammetto, ma, come spesso accade, l’India ti sorprende. La discesa è stata uno dei momenti più belli e intensi di questi giorni. La strada, che è intervallata da piccole rampe di gradini, rendendo la discesa meno faticosa, si snoda nel bosco. La strada, di pietre lisce, è completamente rossa, ricoperta dalla curcuma che i fedeli usano per segnare ogni gradino che fanno durante la salita verso il tempio. La pioggia ha creato una sorta di morbida (ma scivolosa) pasta, che ha colorato di rosso tutto il percorso. Ogni tanto un piccolo tempietto dedicato a qualche divinità, il più bello dedicato ad Hanuman, funge da stazionelungo tutto il percorso. Non mancano le bancarelle di cibo, ovvimante, dove altrettanto ovviamente mi sono fermata a prendere un cartoccio di riso soffiato condito con cipolla, spezie e fiori. Buonissimo, ma piccantissimo. In 10 minuti le mie labbra erano diventate gonfie come quelle di Alba Parietti, o di qualsiasi altra “vip”.
E’ stato particolare vedere Mysore dall’alto. Non mi ero mai resa conto di quanto fosse grande. Il silenzio del bosco contrastava con il rumore del traffico che si sentiva da lontano.
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